sabato 19 dicembre 2015



dalle storie di andrea moraldi papero di roma preso da facebook  dove ho la fortuna di averlo come amico ... del 10/03/2014...i suoi racconti di roma....


 Per le strade di Roma,per Roma,non è importante chi sia tuo padre o tua madre, non è importante il nome che quando nasci decidono di metterti. A Roma tutto questo conta poco.
Roma ti "rinomina",Roma ti fa figlio suo e te ne accorgi proprio in quel momento, quando hai la fortuna che la gente attorno e che l'anima de sta città te se piano e te iscrivono all'anagrafe vera: Quella della strada.
Ecco perchè posso scordarmi il volto di qualcuno o il "nome" di persone incontrate e non ancora iscritte all'anagrafe vera di Roma, ma non potrò mai scordarmi: Peppe "cinqueetreotto" che da regazzino gli sono saltate due dita per un botto di capodanno... Gianni "er tazzina" che nato con una malformazione ha dovuto subire l'amputazione di un'orecchio. Mauro"puntoevirgola" che sciancatello appoggiava bene solo un piade e l'altro je slittava
Massimino"er frittura" che da pischelletto ha preso la 380 su un cantiere.
Angeletto"frigovoto" che aveva grossi problemi di linea. Stefanino"sefischioèrigore" co mille problemi d'asma.
A Roma nun esiste che stai male. A Roma quella che tu pensi una malformazione,na malattia o un problema diventa la tua carta d'identità, diventa il tuo nome principale,diventa:
"Semo usciti giusto pe annà ar cinema.."
"Chi eravate?"
"Eravamo io Armando er koala,Marco er mostro e Riccardino.."
"Ma Riccardino chi?????"
"Tombolino"
"Aaaaaaaah"
Ecco: Riccardino chi? Marco chi? Simone chi?
Pure se lo sai de chi sta a parlà, in quel momento tu chiedi all'altra persona di essere "Romano" e gli chiedi di chiamarlo col nome che le strade di Roma gli hanno dato.
E quindi se Luciano da ragazzino, aveva gli zigomi sporgenti è normale che per strada sia diventato Luciano “er forcella"
Non puoi evadere da sta cosa. E' naturale in tutti noi. E' che Roma da sempre ha avuto
il potere quasi di cancellare i nomi di battesimo e regalare un nome che ci facesse riconoscere in ogni parte d'Italia senza bisogno che dovessimo dirlo:
Sono Romano.
Buonasera Roma

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